
Sovrano Ordine Ospedaliero Militare di San Giovanni di Gerusalemme e delle Due Sicilie
Priorato d'Italia/Brasile

Lo Stendardo
Lo stendardo nella parte superiore riporta l’intestazione “SOVRANO ORDINE OSPEDALIERO MILITARE DI SAN GIOVANNI DI GERUSALEMME E DELLE DUE SICILIE” a seguire nella parte centrale vi è posta un’aquila, l'aquila bicipite o aquila bicefala coronata e sormontata da tre stelle. Nella storia l’aquila, simbolo di potere è stata usata già dagli antichi romani per le proprie Legioni e successivamente dal Sacro Romano Impero, Impero Prussiano, dagli Asburgo d’Austria. Con due teste separate fino al collo e rivolte in due direzioni opposte, generalmente, identifica l'unione di due imperi, in questo caso rappresenta l’unione tra il Priorato d’Italia e del Brasile. Stringe tra i propri artigli uno scettro e il globo imperiale. Inoltre nell'iconografia cristiana è il simbolo di San Giovanni Evangelista.
Sul corpo dell’aquila è presente la Croce ad otto punte ovvero la Croce di Amalfi, in quanto in origine fu della Repubblica amalfitana. Successivamente fu usata come simbolo dell’Ospedale amalfitano a Gerusalemme fondato nel 1023, tenuto dall’Ordine monastico dei Cavalieri di San Giovanni, anche detto degli Ospedalieri e successivamente divenne Croce di Malta. Il simbolo è una croce ottagona di origine bizantina, in cui le otto punte rappresentano le otto beatitudini divine (lealtà, pietà, franchezza, coraggio, gloria, onore, solidarietà e rispetto). Successivamente le otto punte della croce, vennero a rappresentare le caratteristiche di un buon cavaliere.
Al centro della Croce ad otto punte è posto il simbolo della città di Gerusalemme, la Croce Potenziata (è una Croce con tutti i bracci uguali che terminano con una croce in tau) circondata da quattro crocette.
In fine, nella parte bassa dello stendardo è riportato il motto dell’Ordine “In Hoc Signo Vinces” è una frase latina, dal significato letterale: "in/sotto questo segno vincerai", traduzione del greco ἐν τούτῳ νίκα la comparsa in cielo di questa scritta in greco accanto a una croce, sarebbe uno dei segni prodigiosi che sarebbero apparsi all’imperatore Costantino che avrebbero preceduto la battaglia di Ponte Milvio. A partire dal Rinascimento, l'episodio compare ampiamente nell'iconografia cristiana.
L' Inno
I Cavalieri di San Giovanni
Ascolta
Sotto il cielo di fuoco e pietra
Ombre danzano tra la sete stretta
Spade lucenti come stelle d’acciaio
Un giuramento e nessun rimpianto
I venti gridano segreti antichi
I cuori battono mai più deboli
I Cavalieri di San Giovanni
Nel buio portano la luce ai danni
Le fiamme ardono, il destino chiama
La croce guida mai si di-s-ar-ma!
O-o-oh
Ho-o-oh
Passi lenti, un solco che rosseggia o-o-oh
Ogni respiro, un verso consacrato
Sangue e fede si mescolano al vento
Ho-o-oh
Una promessa, un eterno momento
L’armatura canta con l’alba che nasce
Le mani tremano ma non si lasciano
Il mondo è grande, il mondo è crudele
Ma il loro cuore non si spegne mai!
I Cavalieri di San Giovanni
Nel buio portano la luce ai danni
Le fiamme ardono, il destino chiama
La croce guida mai si di-s-ar-ma!